Vito Simi de Burgis

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Egyptian Museum
Questo #papiro rappresenta la Dea Hathor #hathor a destra che accompagna per mano  la regina #nefertari Nefertari moglie del faraone Ramesse II #ramesses. Attorno vari #cartigli con scritte in #geroglifici. 
Hathor (dall'originale egizio: ḥwt-ḥr; che significa Casa di Horus, ellenizzato Ἅθωρ, Hathor) è una delle #divinitaegizie  appartenente alla religione dell'antico #egitto dea della gioia, dell'amore, della maternità, della sessualità e della 
bellezza. Per tutta la storia egizia, fu una delle divinità più importanti e venerate; il suo culto, di origini preistoriche e predinastiche si estendeva dalla corte faraonica (era ritenuta la madre simbolica dei #faraoni ) ai ceti più umili. Gli egizi la adoravano anche come dea della musica, della danza, delle terre straniere e della fertilità, e pensavano che assistesse le partorienti. Era anche raffigurata come una vacca con il disco solare, provvisto di ureo, fra le corna; in epoca tarda veniva talvolta rappresentata con due piume e con il pettorale menat, tipico attributo delle sue sacerdotesse
al punto di essere considerata contemporaneamente madre, sposa e figlia di #Ra e madre di #Horus (come #Iside). Mentre nel periodo classico della storia egizia tutti i defunti erano indistintamente equiparati a #Osiride, dio dei morti; durante la dominazione romana dell'Egitto nacque la 
pratica di identificare le defunte con Hathor. Gli antichi greci la associarono ad #Afrodite. Nefertari é stata nella storia (#1295 - 1255 a. C.) una importantissima regina degna appunto di essere rappresentata nei vari dipinti con la stessa altezza delle divinità. La sua tomba ipogea (QV66) di ben 520 metri quadrati, é situata nella Valle delle Regine a #luxor in Egitto e il ciclo pittorico che la decora è uno dei più completi e significativi del Nuovo Regno, oltre a uno dei massimi traguardi artistici del lungo regno di Ramesse II. Fu nel 1904 che il diplomatico italiano Ernesto Schiaparelli scoprì la sepoltura, trovando al suo interno solo i resti di un sarcofago in granito rosa con le gambe mozzate: nel 2016 un'équipe di archeologi ha individuato alcuni resti mummificati delle gambe della regina presso il #museoegizioditorino.

Vito Simi de Burgis

Questo #papiro rappresenta la Dea Hathor #hathor a destra che accompagna per mano la regina #nefertari Nefertari moglie del faraone Ramesse II #ramesses. Attorno vari #cartigli con scritte in #geroglifici. Hathor (dall'originale egizio: ḥwt-ḥr; che significa Casa di Horus, ellenizzato Ἅθωρ, Hathor) è una delle #divinitaegizie appartenente alla religione dell'antico #egitto dea della gioia, dell'amore, della maternità, della sessualità e della bellezza. Per tutta la storia egizia, fu una delle divinità più importanti e venerate; il suo culto, di origini preistoriche e predinastiche si estendeva dalla corte faraonica (era ritenuta la madre simbolica dei #faraoni ) ai ceti più umili. Gli egizi la adoravano anche come dea della musica, della danza, delle terre straniere e della fertilità, e pensavano che assistesse le partorienti. Era anche raffigurata come una vacca con il disco solare, provvisto di ureo, fra le corna; in epoca tarda veniva talvolta rappresentata con due piume e con il pettorale menat, tipico attributo delle sue sacerdotesse al punto di essere considerata contemporaneamente madre, sposa e figlia di #Ra e madre di #Horus (come #Iside). Mentre nel periodo classico della storia egizia tutti i defunti erano indistintamente equiparati a #Osiride, dio dei morti; durante la dominazione romana dell'Egitto nacque la pratica di identificare le defunte con Hathor. Gli antichi greci la associarono ad #Afrodite. Nefertari é stata nella storia ( #1295 - 1255 a. C.) una importantissima regina degna appunto di essere rappresentata nei vari dipinti con la stessa altezza delle divinità. La sua tomba ipogea (QV66) di ben 520 metri quadrati, é situata nella Valle delle Regine a #luxor in Egitto e il ciclo pittorico che la decora è uno dei più completi e significativi del Nuovo Regno, oltre a uno dei massimi traguardi artistici del lungo regno di Ramesse II. Fu nel 1904 che il diplomatico italiano Ernesto Schiaparelli scoprì la sepoltura, trovando al suo interno solo i resti di un sarcofago in granito rosa con le gambe mozzate: nel 2016 un'équipe di archeologi ha individuato alcuni resti mummificati delle gambe della regina presso il #museoegizioditorino.

Palazzo Ducale, Urbino

Vito Simi de Burgis

Buona Pasqua #buonapasqua #happyeaster con la #resurrezione di Cristo #resurrezionedicristo #resurrection #oliosutela #oiloncanvas di Tiziano Vecellio #tiziano #1542 #1544 cm. 163x104 #gallerianazionaledellemarche Marche, #palazzoducaleurbino #urbino #dettagliartistici #artisticdetails

Gallerie degli Uffizi

Vito Simi de Burgis

#compiantosulcristomorto chiamata anche #pietàdisanremigio di Giotto di Stefano detto Giottino #giottino #1360 #1365 circa #temperasutavola #temperaonwood #lamentation #lamentationoverthedeadchrist 195×134 cm #galleriadegliuffizi #Firenze #firenze🇮🇹 #uffizigallery #dettagliartistici #artisticdetails Al centro e in basso si trovano le figure raccolte attorno al #cristo morto, ciascuna con una diversa reazione emotiva puntualmente indagata: l'espressivo pianto della #maddalena , la costernazione di #sangiovanni con le mani giunte, la preoccupazione del personaggio in piedi sulla destra. Presenza dei committenti dentro la scena, sulla sinistra: la giovane donna e la monaca inginocchiate che ricevono la protezione (efficacemente rappresentata dalla mano sul capo) da parte di #sanremigio patrono della chiesa, e #sanbenedetto, patrono dei benedettini ai quali sicuramente doveva appartenere la religiosa; essi assistono alla scena con attenzione e muta partecipazione. #umanesimo #goticointernazionale. "Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch'egli il regno di Dio, con coraggio andò da Ponzio Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro." (Mc 15,42-46 Traduzione CEI 2008)

Gallerie degli Uffizi

Vito Simi de Burgis

Domani #tomorrow #venerdisanto #crocifissione #crucifixion con i #santi #saints #girolamo #francesco #mariamaddalena #giovannibattista e il #beatogiovannicolombini di Pietro Vannucci detto #ilperugino #Perugino e #lucasignorelli Data 1483-1495 circa #oliosutavola #oilonwood Dimensioni 203×180 cm #galleriadegliuffizi #uffizigallery #Uffizi, #Firenze #florence #dettagliartistici #artisticdetails Ai piedi della croce si vede il cappello cardinalizio di #sangirolamo , gettato a terra a significare la sua rinuncia agli onori terreni.

Venice, Italy

Vito Simi de Burgis

25 marzo 2021 #25marzo2021 non solo #dantedì a 700 anni dalla morte del #sommopoeta #dante Dante Alighieri e #nascitadivenezia del #25marzo421, ma anche #bicentenario #bicentennial della #rivoluzionegreca #greekrevolution #ελευθεριαηθανατος Θάνατος, Libertà o morte. Questa è la frase che definisce il periodo più complesso ed importante della Storia greca. Rivoluzione d’indipendenza della Grecia (in greco Εορτασμός της Ελληνικής Επανάστασης του 1821 o anche Εικοστή Πέμπτη Μαρτίου), una lunga e sanguinosa lotta per affrancarsi dall’} #Imperoottomano, iniziata nel 1821 e conclusasi nel 1832, col sacrificio di tanti civili. I militari greci che costituiscono la guardia d'onore del palazzo presidenziale di Atene e, dal 1974, hanno un ruolo prevalentemente cerimoniale. Sono gli #euzoni euzoni (in greco; #Εύζωνοι, oppure Εύζωνες, ο εύζωνος al singolare, ovvero "leggeri", "pronti"; letteralmente: "ben cinti") sono soldati scelti di fanteria da montagna dell'esercito greco. Indossano la #Fustanella costume tradizionale degli Arvaniti ( Albanesi del sud albania e grecia ). Sono noti per la loro caratteristica divisa: fez in panno rosso con nappa di seta nera; camicia bianca di cotone con ampie maniche; gilet nero con ricchi ricami in filo bianco e dorato; fustanella, gonnellino bianco ricavato da un tessuto di trenta metri sul quale sono praticate quattrocento pieghe (a ricordo degli anni di oppressione turca); calzamaglia bianca (rossa per gli ufficiali); cintura di cuoio con cartucciera; giarrettiere nere; pantofole in pelle rossa con punta ricurva e pompon nero; mantello blu (divisa invernale) o cachi (uniforme estiva).Questi soldatini me li regalò mio nonno Vitantonio (Vito) comandante di navi che spesso era di passaggio in #Grecia.

Lido di Venezia

Vito Simi de Burgis

L' #attesa #nave #navemercantile in #quarantena #ship in #quarantine al largo del #lidodivenezia #naveallafonda #allafonda #adriaticsea #adriatico #marmediterraneo

Gallerie degli Uffizi

Vito Simi de Burgis

Domani é #primavera #springtime #temperasutavola di #alessandrobotticelli #firenze #uffizi #galleriadegliuffizi #uffizigallery #rinascimento #humanitas #bellezza #allegoria #neoplatonismo. #capolavoro. L'opera è, secondo una teoria ampiamente condivisa, ambientata in un boschetto di aranci (il #giardinodelleEsperidi) e va letta da destra verso sinistra, forse perché la collocazione dell'opera imponeva una visione preferenziale da destra. #Zefiro, vento di nord ovest e di primavera che piega gli alberi, attira col suo soffio, rapisce per amore la #ninfaClori (in greco Clorìs) e la mette incinta; da questo atto ella rinasce trasformata in #Flora, la personificazione della stessa primavera rappresentata come una donna dallo splendido abito fiorito che sparge a terra le infiorescenze che tiene in grembo.I personaggi raffigurerebbero: #Venere al centro con drappo rosso = Fioretta Gorini (prima versione), poi l'Amore Universale #Mercurio a sinistra = Lorenzo di Pierfrancesco le #Tregrazie = Amore humanus (la Grazia al centro ha le sembianze di Semiramide Appiani), cioè spirituale, puro, elevato, secondo i principi dell'umanesimo platonico Zefiro-Cloris-Flora = Amore Ferinus (carnale). Il suolo è composto da un verde prato, disseminato da un'infinita varietà di specie vegetali e un ricchissimo campionario di fiori: nontiscordardimé, iris, fiordaliso, ranuncolo, papavero, margherita, viola, gelsomino, etc. ; margherite, fiordalisi e nontiscordardimé alludono alla donna amata, i fiori d'arancio sugli alberi sono ancora oggi un simbolo di felicità matrimoniale, così come la borrana che si vede sul prato.

Agordo

Vito Simi de Burgis

#Àgordo (Àgort in ladino-veneto agordino, Ègort in ladino) #provinciadiBelluno in #Veneto #veneto centro principale dell' #Agordino all'interno della valle del #Cordevole. #fontana con #leonedisanmarco centro storico della cittadina di raccoglie attorno al #Broi, un ampio spazio erboso il cui ingresso è sorvegliato da una fontana in pietra sormontata da un bel leone marciano a testimonianza del governo della #Serenissima e che si apre su Piazza Libertà. Agordo é in una conca a 611 metri sopra il livello del mare ed è circondata da alcune #montagne #mountains dolomitiche #dolomitibellunesi tra cui monti della Catena del San Sebastiano, l'Agnèr #agner , la #Moiazza, il monte Celo, le Pale di San Lucano #paledisanlucano e i Monti del Sole, quasi tutte montagne che superano i 2500 metri d'altitudine. #dolomitiagordine

Santa Fosca (BL)
La piccola #chiesa #church #gotica di Santa Fosca di Cadore #santafoscadicadore vista dalla valle innevata (with #snow) con alle spalle il #montepelmo #montepelmodolomiti delle #dolomitibellunesi. Sulla facciata un affresco raffigurante #sancristoforo

Vito Simi de Burgis

La piccola #chiesa #church #gotica di Santa Fosca di Cadore #santafoscadicadore vista dalla valle innevata (with #snow) con alle spalle il #montepelmo #montepelmodolomiti delle #dolomitibellunesi. Sulla facciata un affresco raffigurante #sancristoforo

Colle Santa Lucia

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Casa Chizzali – Bonfadini, #casachizzalibonfaldini comunemente nota anche come Cesa de Jan in #lingualadina, è una residenza signorile collocata a #collesantalucia Colle Santa Lucia, Provincia di #Belluno, #Veneto. #1612 . Storicamente, l’edificio è legato agli amministratori tirolesi delle vicine #miniere di #ferro del Fursil, una delle cave minerarie più importanti delle #Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Sottoposte all’influenza del Principato – Vescovato di Bressanone, le Miniere del Fursil sono state per secoli oggetto di contesa fra il Tirolo e la Serenissima Republica di #venezia , a causa dell’alta qualità del minerale estratto, la siderite manganesifera con cui si producevano pregiate #spade e #armibianche. L'apporto naturale di #manganese conferiva infatti al ferro prodotto caratteristiche e proprietà simili all’ #acciaio, e per questo era largamente richiesto in tutta Europa. Questo materiale era anche comunemente chiamato “Ferro dell’Agnello“ #ferrodellagnello, in quanto le panette di metallo predisposte per il trasporto venivano marchiate con lo stemma del Principe #Vescovo di #Bressanone. Caratteristica principale di Cesa de Jan sono le splendide inferriate in ferro battuto applicate alle finestre dell’edificio, testimonianza della maestria e della grande manualità dei fabbri tirolesi. Attualmente, Casa Chizzali – Bonfadini è la sede dell’Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan“, istituzione bellunese che si occupa della salvaguardia e promozione turistica del Comune ladino di Colle Santa Lucia. É sede anche di un #museo di tradizioni ladine. Informazioni turistiche: Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan Tel. 0437 720609 E-mail: info@istitutoladino.org